Da quando ho iniziato a incuriosirmi di quel periodo storico e dei suoi protagonisti,
mi sono sempre domandato dove fosse stata fondata Victoria e come fosse possibile
aver persa ogni traccia di una città costruita con propositi così ambiziosi,
e dunque secondo un disegno urbano certamente complesso, geometrico, evocativo
e funzionale, come la gran parte delle opere di architettura lasciateci dall'Hohenstaufen.
Cosa potrebbe essere restato oggi, di ancora visibile?
Innanzitutto la chiesa: sicuramente la pietà dei parmigiani deve aver risparmiato
il luogo di culto dalla distruzione. Poi le fondazioni: sebbene in legno, la cortina
poggiava certamente su fondazioni più durature, destinate ad accogliere la murazione
definitiva in pietra dopo la capitolazione di Parma; ma anche le fondazioni degli
edifici civili e militari: dopo la distruzione, foss'anche totale, delle strutture
in elevato (in legno o muratura che siano), le fondazioni restano, e sono un patrimonio
importante su cui innalzare successive edificazioni sostitutive; dunque, la giacitura
di edifici più recenti può essere traccia della loro presenza. Infine le strade:
sono un'infrastruttura essenziale e costosa, che oltre a fornire vie carrabili e
di trasporto, reca anche l'impronta del disegno urbano (che per quanto detto doveva
essere particolare) e potrebbe restituisce la forma della città immaginata da Federico.
Non ultimo, la incredibile persistenza dei toponimi!
Per quanto la dannatio memoriae abbia potuto agire nel comune sentire dei parmigiani,
a me sembra impossibile nascondere un'intera città; eppure, nessuna ricerca risulta
sia stata condotta o, quantomeno, io non ne ho trovate.
In merito al "dove", unica informazione dalle fonti storiche è che Victoria si trovava
a occidente di Parma, oltre un corso d'acqua.
A ovest della città, unico corso esistente è il Taro, le cui sponde sono però
a oltre 15 chilometri dalle mura attuali. I borghi a ovest del Taro sono numerosi,
ma la distanza è eccessiva e appare incoerente con le necessità di un assedio.
Alcune fonti parlano di una località detta "Grola" (possibile alterazione da "Victoria"),
oggi sconosciuta, ma probabilmente situata presso le attuali frazioni di Baganzola o
di Fognano e da altri indicata presso Vicofertile. Nessuna di queste si trova sul Taro
e tutte sono a distanza di oltre sei chilometri (rispettivamente verso nord, nordest,
e sudovest) da Parma; uno spazio più adatto alla sistemazione in sicurezza dell'Harem
e delle retrovie che per lo schieramento dell'esercito assediante.
Le ultime due non sono su corsi d'acqua; Baganzola invece è bagnata dal torrente Parma,
ma è a valle della città, verso il Po, e dunque in posizione strategicamente sottomessa.
Bisogna invece considerare che la città di Parma, nel medioevo, non era molto più estesa
di quella romana e si sviluppava, col suo impianto ippodameo tuttora visibile, intorno al
suo decumano maggiore che ha una giacitura ovest-est con inclinazione di 16° verso sud.
Le sue mura occidentali costeggiavano il torrente Parma.
Dunque, io penso che una scelta assai razionale per gli architetti militari di Federico
sarebbe stata quella di fondare Victoria a ovest del torrente, in posizione appena a
monte di Parma, in modo da poter avere controllo sul flusso dell'acqua.

Questa ipotesi è congruente con la miniatura (qui riportata) con cui è descritta la
Battaglia di Parma nella Nova Cronica del Villani (scritta a partire dal 1308 circa).
Nella raffigurazione iconica e simbolica dello slancio della cavalleria parmense,
il corso d'acqua che divide le due città è superato dal salto del cavallo, quasi
fosse un ponte tra le sponde.
Se Victoria fosse stata a chilometri dalle mura di Parma, ci si sarebbe aspettati
tutt'altra narrazione grafica.…
Quell'area, oggi interna alla città di Parma e denominata "Oltretorrente", fu inglobata
entro la cinta muraria molto dopo i fatti del 1248 e non per scopo residenziale,
ma militare e difensivo; dunque, non si trattò di un'espansione dettata da necessità
di crescita della popolazione.
Raffigurazioni più tarde (fra tutte, la mappa Braun Hogemberg del 1572 circa) la indicano
costituita di due parti che si fronteggiano, murate entrambe e racchiuse da un fossato.
Tra loro sembrano poco integrate, se non per i tre ponti sul torrente che ne realizzano
il collegamento.

La carta, che qui riporto, copiata dal catalogo di un antiquario, è certamente
orientata con il sud in alto: difatti si vedono i monti dell'appennino in lontananza,
e dunque il torrente scorre tra i ponti, verso il Po e verso l'osservatore.
La città antica è a sinistra, Oltretorrente a destra.
C'è da fare poco affidamento sulla cartografia dell'epoca, spesso redatta sulla base
di descrizioni verbali e senza alcun rilievo sul campo; comunque, in questa raffigurazione
si trovano alcuni riferimenti verificabili: dal lato orientale è il Duomo, correttamente orientato
con l'abside a est e posto alla sinistra del Battistero, che per semplicità è rappresentato in forma
cilindrica e cupola emisferica; nello stesso settore della città vi si contrappone
un'altra chiesa contro-orientata, vicino al torrente e al centro di un recinto murato,
con un portale che si apre verso l'attuale Piazza Ghiaja; insiste sul sito della Pilotta,
che all'epoca non era ancora edificata.
continua:
3. Le tracce
consulta:
Bibliografia
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