dov'è la Victoria ?
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Parma - Mappa Braun Hogenberg, 1577 (particolare)


1. La città di Victoria (1247) e la Battaglia di Parma (1248)

Nel 1247 l'imperatore Federico II si trovò ad affrontare il voltafaccia della città di Parma che, dapprima Ghibellina, a seguito dell'elezione nel giugno '43 di Sinibaldo Fieschi a Papa (col nome di Innocenzo IV) si era avvicinata al partito Guelfo; dapprima vi furono alcune sommosse sedate dai filoimperiali, e poi definitivamente la città cambiò partito dopo la sconfitta in battaglia dei ghibellini parmigiani in località Borghetto, sul Taro.
Per vendicare quella sconfitta Re Enzo giunse immediatamente con truppe da Cremona e si accampò a Fontevivo, a ovest della città. Dalla parte opposta invece giunsero in Parma da Milano e Verona i rinforzi richiesti dal Papa, mentre Federico raggiungeva il figlio Enzo sul Taro e decideva per un assedio prolungato; allo scopo, decretò di fondare una città, cui dette il nome di Victoria.
La posizione strategica di Parma, lungo la via Francigena, che collegava la sede pontificia con gli alleati lombardi, non consentiva infatti all'Imperatore di tollerare quella perdita a lungo; inoltre, allo smacco politico si aggiungeva un torto grave al suo prestigio, essendo in Parma un Palazzo Imperiale a suo tempo costruito dal Barbarossa sul sito dell'Arena romana, che adesso era stato ceduto dai parmigiani ai nuovi alleati veronesi.

La "città d'assedio" di Victoria è descritta da Ernst Kantorowicz come "disegnata con un grande piano unitario" e basata su modelli classici. Aveva mura, fossati e ponti levatori; era munita di otto porte e riceveva acqua da un canale che alimentava mulini.
Vi fu eretta una chiesa dedicata a San Vittore e creata una Zecca che coniava monete con l'effige di Federico e l'iscrizione "VICTORIA", con le otto lettere disposte a descrivere la forma della città. Lo attestano le cronache di Fra Salimbene De Adam e, in merito alla moneta, ne abbiamo una descrizione in un manoscritto cinquecentesco del notaio parmigiano Cristoforo Della Torre, che recita:

    ab una parte torva et barbara ac atrocissima ejusdem Federici, effigies, ab altera vero partem ejusdem Civitatis forma, cum litteris istis, videlicet VICTORIA sculptae sunt.
    (da un lato, la tetra, barbara e atrocissima effigie dello stesso Federico, e dall'altro lato la forma della stessa città, erano scolpite con queste lettere, vale a dire, VICTORIA.)
In breve tempo, nella nuova città, Federico aveva portato il serraglio di animali esotici, sistemato il suo Harem nelle vicinanze e trasferito gran parte del tesoro imperiale, tra cui la Corona imperiale, la spada cerimoniale e il mantello di Re Ruggero II d'Altavilla.

Dunque, l'intenzione di Federico non era quella di installare un accampamento militare, ma di fondare il nucleo di una città destinata ad inglobare (o sostituire) Parma e diventare base strategica dalla quale tenere in soggezione sia i lombardi che il papato.
Per consentire che la sua fondazione cadesse sotto i migliori auspici, fu studiato un complesso rituale (descritto da Rolandino da Padova), che faceva riferimento al mondo classico e agli dèi pagani, in primis a Marte.
Sebbene il perimetro fosse difeso da una palizzata in legno, quasi certamente furono costruiti in muratura (o iniziata la costruzione di) almeno alcuni degli edifici più importanti. Certamente la Chiesa lo era; forse anche l'edificio imperiale, dove si custodiva il tesoro e aveva sede il tribunale.
Peraltro, c'è da immaginare che Federico desiderasse un risarcimento morale per il Palazzo all'Arena che gli era stato sottratto.

La città però non durò a lungo: nel febbraio del 1248 i parmigiani, sebbene senza viveri e stremati dall'assedio, approfittarono di alcune leggerezze degli imperiali che avevano sguarnito le difese e occuparono Victoria con un rapido attacco a sorpresa. Le fonti dicono che la saccheggiarono e la distrussero.
Il tesoro imperiale fu sottratto e, passato successivamente in mano agli Asburgo, è oggi custodito a Vienna nella Kaiserliche Schatzkammer dell'Hofburg.
Nell'assalto morirono migliaia di persone, tra cui Taddeo da Sessa; Federico tentò i giorni successivi una riconquista, ma dovette abbandonare l'impresa e, insieme alla città, anche il proposito di dominio su quella regione.

Negli anni successivi subì altre avversità fino a tentare (secondo alcune fonti) un assoggettamento al Papa Innocenzo IV, a seguito del quale subì il tradimento di Pietro da Vigna (con Taddeo, altro pilastro del regno Utriusque Siciliae, e insieme raffigurati ai due lati della Porta di Capua), che finì ucciso a Pisa.
Federico II morì nel dicembre del 1250, meno di tre anni dopo quella sconfitta.



continua: 2. Dove si trovava la città?
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